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Le proprietà della Aloe Vera

Posted by Darth on 13 luglio 2018 in Erbe, Alimenti,Vitamine, Proteine |

Le proprietà benefiche dell’aloe vera sono tante. Infatti questa pianta viene utilizzata da più di 2.000 anni per le sue proprietà terapeutiche, conosciute anche da tutti i popoli dell’antichità. In generale possiamo dire che l’aloe vera è lassativa, cicatrizzante e in grado di curare le infiammazioni. Piuttosto note sono anche le proprietà dimagranti dell’aloe vera. Le proprietà curative dell’aloe vera sono veramente eccezionali.

La pianta comunemente conosciuta con il nome Aloe Vera ha tantissime proprietà per il nostro organismo. È antibatterica e stimola le nostre difese immunitarie, aiuta a regolarizzare l’intestino e riduce i livelli di colesterolo e di zuccheri nel sangue.

L’aloe vera ha ottime proprietà lassative, contribuendo a regolarizzare la peristalsi intestinale. Viene utilizzata in caso di stipsi cronica con buoni risultati. Inoltre questa pianta ha dei benefici sulla flora batterica intestinale, poiché favorisce la ricolonizzazione ad opera dei batteri utili per il nostro organismo.

Le proprietà dell’aloe vera per la pelle sono davvero molte. In caso di escoriazioni e ferite, questa pianta è in grado di accelerare la rigenerazione delle cellule epiteliali, favorendo la cicatrizzazione.

Tutto ciò grazie al suo contenuto di polisaccaridi derivati dal mannosio, che potenziano la sintesi del collagene. L’aloe può inoltre essere utilizzata su eritemi solari e ustioni lievi, grazie alla sua capacità di rinnovamento della cute.

Uno studio americano è riuscito a dimostrare che la convalescenza, dopo essersi sottoposti ad un intervento chirurgico, viene ridotta se trattata con aloe vera.

Si è visto anche che dei soggetti sottoposti ad un intervento chirurgico per risolvere il problema dell’acne riuscivano a guarire con 72 ore di anticipo, se ad essi venivano applicate delle fasciature con un composto a base di gel di aloe. Infatti sono conosciute le proprietà dell’aloe vera sulla pelle.

I mucopolisaccaridi contenuti nell’aloe vera rendono questa pianta un ottimo alleato per la salute del nostro sistema gastrointestinale. Aiuta infatti a proteggere le mucose, aderendo alle pareti del tubo digerente e costituendo una sorta di barriera protettiva.

I succhi gastrici e gli altri agenti irritanti che potrebbero danneggiare le mucose vengono così resi inoffensivi. L’aloe è dunque consigliata per chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera, colite e intestino irritabile.

L’aloe vera si caratterizza anche per avere un grande effetto energetico. E’ in grado di idratare i tessuti, riesce ad equilibrare l’intestino nel caso di dissenteria e di stitichezza ed è un alimento molto nutritivo, perché è ricco di proteine, carboidrati, sali minerali, vitamine, aminoacidi ed enzimi. L’aloe vera in alimentazione serve anche a combattere il caldo.

L’aloe vera è risultata avere proprietà immunomodulanti, ovvero è in grado di stimolare le difese immunitarie dell’organismo, soprattutto nei periodi in cui questo viene maggiormente messo alla prova.

L’acemannano, uno dei polisaccaridi contenuto in questa pianta, stimola la produzione di interferone e l’attività dei macrofagi, ovvero i globuli bianchi atti a debellare i microrganismi patogeni.

Grazie a tutto ciò, il nostro sistema immunitario combatte efficacemente le infezioni virali, le infezioni batteriche e le malattie da raffreddamento.

L’aloe vera ha proprietà antinfiammatorie grazie al suo contenuto di steroidi. Riduce gli arrossamenti, i gonfiori e i dolori associati a tensione muscolare, tendiniti, distorsioni e strappi muscolari. Inoltre è di aiuto nei problemi osteoarticolari, come ad esempio l’artrite e i reumatismi.

Il succo di aloe vera ha proprietà disintossicanti nei confronti delle tossine presenti nel nostro organismo. Queste si accumulano principalmente nel fegato e lungo il tratto gastrointestinale, dove l’aloe vera esplica molti dei suoi benefici.

I minerali e le vitamine presenti nell’aloe vera contribuiscono a rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Le proprietà antiossidanti di questa pianta sono dovute principalmente al suo contenuto di vitamine C, E, B2 e B6, e di amminoacidi che combattono i radicali liberi.

Inoltre contiene oligoelementi antiossidanti quali il manganese e il selenio. L’aloe vera è dunque un toccasana per la pelle, i capelli e le unghie, grazie alle sue ottime proprietà anti-age.

L’aloe vera è consigliata in caso di pelle secca e danneggiata, poiché ha ottime proprietà idratanti. Inoltre è utile per scottature solari, bruciature, punture di insetto ed ematomi, grazie alle sue proprietà lenitive e rinfrescanti.

Secondo alcune ricerche, l’estratto di aloe vera è un potente antibatterico e antivirale. Può aiutare in caso di infezioni contro diversi tipi di batteri e virus, tra cui ad esempio l’Escherichia coli e la Candida albicans. Inoltre ha delle proprietà spiccatamente antimicotiche, agendo contro i funghi.

Questa pianta è anche in grado di ridurre il dolore, poiché inibisce la produzione di neurotrasmettitori nelle zone in cui i tessuti sono danneggiati da ferite cutanee. Inoltre stimola la produzione di endorfine. La sua azione analgesica si esplica soprattutto nei confronti di ferite, dolori muscolari e articolari.

Il succo di aloe vera aiuta a regolare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue. In particolare, diminuisce il colesterolo LDL – quello ‘cattivo’ – e incrementa quello HDL, che ha effetti benefici sul nostro organismo.

Nei pazienti diabetici, l’aloe riesce a diminuire i livelli di zucchero nel sangue, abbassando la glicemia a digiuno. Lo ha dimostrato uno studio svolto nel 2012 su alcuni malati di diabete di tipo 2. Naturalmente il succo di aloe deve essere considerato alla stregua di un’integrazione alimentare, ed è necessario consultare il proprio medico prima di iniziare ad assumerlo.

Uno studio condotto dal Pushpagiri College of Dental Sciences di Tiruvallam in India mette in risalto anche le proprietà dell’aloe vera per mantenere in salute denti e bocca. Lo studio, è stato pubblicato su “General Dentistry”. Il dr. Dilip George, a capo della ricerca, ha sperimentato gli effetti del gel di aloe vera confrontandoli con quelli di due noti dentifrici in pasta.

Questa indagine ha rilevato che il gel di aloe vera non è da meno dei dentifrici tradizionali nell’eliminare la microflora batterica del cavo orale e la placca. Al contrario di questi, però, ha il vantaggio di non avere alcun effetto abrasivo su denti e gengive.

 

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Le 10 varietà di The più diffuse al mondo

Posted by Darth on 12 luglio 2018 in Erbe, Alimenti,Vitamine, Proteine |

Il thè è una delle bevande più amate e consumate in tutto il mondo. Di tale bevanda esistono numerose tipologie, che si differenziano l’una dall’altra soprattutto per via dei processi di lavorazione che le foglie di tè subiscono al fine di ottenere una bevanda dal colore e dal sapore unico.

A differenziare le tipologie di thè sono anche i Paesi di produzione. Tra i maggiori esportatori di thè troviamo India, Giappone, Cina e Africa. Qui di seguito alcune informazioni sulle dieci tipologie di thè più diffuse e conosciute nel mondo.

The’ verde
È una tipologia di thè non fermentato. Le sue foglie vengono essiccate utilizzando il calore, in modo tale da impedirne la fermentazione. Grazie a ciò, le sue foglie mantengono il colore verde e l’infuso appare di colore visibilmente più chiaro rispetto al thè nero. L’essiccazione tradizionale viene effettuata al sole, disponendo le foglie su vassoi di bambù. Il thè verde è ricco di antiossidanti, possiede proprietà rimineralizzanti, facilita la digestione e può essere utile nella prevenzione di arteriosclerosi e tumori.

The’ nero
Il thè nero viene prodotto prevalentemente in India e nei Paesi africani. Rispetto al thè verde ha un sapore ed un effetto più forte sull’organismo, in quanto contiene teina in maggiore quantità. Le foglie verdi di thè assumono un colore scuro per via dei processi di fermentazione a cui vengono sottoposte, attraverso un contatto con l’ossigeno che si prolunga per alcune ore. Soltanto a seguito della fermentazione le foglie destinate alla preparazione del thè nero vengono essiccate. L’impiego di thè nero è stato sottoposto a studi per la prevenzione di diabete e ictus.

The’ bianco
Si tratta della tipologia di thè meno lavorata in assoluto, in quanto le sue foglie non subiscono alcun tipo di processo di trasformazione al di fuori dell’essiccazione. Ciò permette che le proprietà della pianta rimangano intatte e di ottenere una bevanda dal forte potere antiossidante. Alcune tipologie di thè bianco risultano molto rare. Tra di esse troviamo il thè Yin Zen, che viene raccolto soltanto una volta all’anno.

The’ giallo
Il thè giallo è una tipologia di thè tipica della Cina. La lavorazione particolare a cui le foglie di thè vengono sottoposte è definita ingiallimento. Il colore giallo dalle foglie viene trasferito alla bevanda, ancora non molto diffusa in Europa. Il grado di ossidazione del thè giallo è molto basso. Si tratta di un thè ottenuto grazie ad una fermentazione più breve rispetto a quanto avviene per il thè nero.

The’ Pu-her
Il thè Pu-her è un thè post-fermentato, che viene stabilizzato prima di essere sottoposto al processo di fermentazione. La fermentazione delle foglie viene indotta attraverso il calore e l’umidità. Il suo nome deriva dalla maggiore zona di produzione, situata in Cina. Si differenzia dal thè nero per la lavorazione differente e con esso non dovrebbe mai essere scambiato per errore, in quanto si ottengono due bevande differenti.

The’ rosso (rooibos)
La bevanda comunemente nota come thè rosso, ma che dovrebbe essere chiamata rooibos, non viene ottenuta dall’essicazione e dalla fermentazione di foglie di thè. Bensì dall’impiego delle foglie dell’omonima pianta, che vengono appositamente raccolte ed essiccate in Africa, sua zona d’origine. Il thè rosso – o rooibos – è privo di caffeina e presenta un basso contenuto di tannini. In Africa viene considerato un vero e proprio elisir di lunga vita.

The’ oolong
Il thè oolong viene prodotto in Cina mediante una parziale ossidazione delle foglie di thè. A seconda del grado di ossidazione e dei processi di torrefazione posti in essere, si ottengono delle tipologie di thè oolong che possono risultare molto diverse tra loro. In occidente il thè oolong è anche conosciuto come “thè semifermentato”. La fermentazione può avere una durata maggiore o inferiore a seconda della zona della Cina in cui viene prodotto.

The’ aromatizzato
Esistono in commercio numerose tipologie di thè aromatizzato. Possiamo reperire nei negozi sia thè verde, che thè nero o thè bianco aromatizzato. L’aromatizzazione delle foglie di thè può avvenire secondo metodi diversi, che prevedono l’aggiunta alle classiche foglie di fiori essiccati, spezie, frutti o scorze di agrumi. Nei thè aromatizzati più pregiati si aggiungono fiori freschi, mentre nei meno pregiati si utilizzano aromi naturali o artificiali.

The’ pressato
La Cina, uno dei maggiori esportatori di thè mondiali fin dall’antichità, si è adoperata per individuare una maniera per conservare il thè a lungo, così da poterne facilitare il trasporto. Il thè pressato può essere sia verde che nero. In Cina ad essere pressato è solitamente il thè Pu-her. In Italia al thè pressato è stata attribuita la denominazione di “Tuo-cha”.

The’ matcha
Il thè matcha è una tipologia di thè verde giapponese che si differenzia dalle altre poiché esso non viene posto in vendita sotto forma di foglie, bensì come una polvere finissima di colore verde brillante. Esso viene utilizzato non soltanto per ottenere un’ottima bevanda, ma anche come colorante alimentare naturale, come spezia, nella preparazione di dolci tradizionali giapponesi, ma anche di cioccolatini e biscotti.

 

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Il quotidiano “La Verità “

Posted by Darth on 12 luglio 2018 in Social |

L’account Twitter del quotidiano

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La signora Palmira

Posted by Darth on 8 luglio 2018 in Chettelodicoaffare |

La signora Palmira, giovanissima partigiana durante il secondo conflitto mondiale, era una amica di mia nonna Rosa. A differenza di mia nonna che è sempre stata una bacchettona e devota fan di Dio signore dell’universo tutto, in vita è stata un po’ più biricchina . Questo anche perché una brutta malattia si portò via il suo giovane marito, sicché visse quasi una intera vita da vedova ma che certamente la sapeva lunga su come divertirsi a quell’epoca.

Un giorno, oramai già grandicello, diversamente dal solito fui io, ad accompagnare mia nonna dalla signora Palmira. In quella circostanza mia nonna mi lasciò su quel divano che sapeva di nonna per andare a fare la spesa al vicino negozio di alimentari.

In quella occasione rispondendo ad una delle mie domande, iniziò un racconto che mise in discussione tutto quello che i miei nonni e i nonni di tutti i nipoti hanno sempre spacciato per verità di altri tempi. Racconto che poi ho verificato, data la mia curiosità, con altre persone, anni dopo.

Vediamo quindi di sfatare un pò di falsi miti del dopoguerra :

Si faceva la fame :

Vero in parte, dipende dalle zone di Italia. Vero che mancava carne rossa ma quello che dà la terra non mancava, il pollame neppure. Non c’era denaro ma ognuno aveva l’orticello e la gallina. Ma che meglio ha dato modo agli italiani di non morire di fame, è la enorme, infinita capacità del popolo Italiano di RUBARE . Il popolo Italiano ha forgiato il termine di “rubagalline” . Ancora oggi nel resto del pianeta ci riconoscono per questo motivo. Anche il piano Marshall ha fatto la sua parte. Parte che poi il paese ha, nel tempo, dovuto pagare in natura.

Non si poteva studiare, si doveva lavorare :

Balle, il lavoro nel dopoguerra non c’era proprio anche perché le aziende manifatturiere erano state bombardate e distrutte dagli alleati. Tuttavia, la prima repubblica, che è stata forse l’unica con dei rappresentanti eletti e integerrimamente onesti, pure loro con le pezze al sedere, mise a disposizione da subito un sistema scolastico dignitoso e completamente gratuito. Non esisteva la scuola privata.

Pertanto, nel dopoguerra, dove anche la media borghesia aveva perso tutto, da dove saltano fuori i futuri medici, avvocati, ingegneri, dai “ricchi” ? .

Ragioniamo ( E Palmira si fece seria ), un ricco, che studia ingegneria, per andare a lavorare…. dove?, un ricco ?

La verità è che non avevano voglia di fare un cazzo. Chi ne aveva voglia ha potuto usufruire di tutto quanto lo stato Italiano metteva loro a disposizione, ossia una completa istruzione. Chi invece non aveva voglia di fare nulla e ha avuto la piena intenzione di rimanere ignorante per scelta è stato accontentato in quanto le elementari non erano ancora obbligatorie. Si tenga conto tra l’altro che il sistema scolastico e la preparazione degli alunni a quei tempi era decisamente superiore rispetto ai risultati odierni, sia per preparazione degli alunni che dei docenti.

Un lavoro pesante :

Tutti i lavori, fatti seriamente sono abbastanza pesanti, ognuno in modo diverso.

Chi ha vissuto o è nato nel dopoguerra, spesso si lamenta che ha dovuto fare l’operaio, il bracciante, il manovale, mentre altri hanno avuto una vita meglio agiata, facendo il medico, avvocato ecc. Non dicono però che il fare il bracciante o il manovale è stata la scelta di non avere una istruzione. I mezzi c’erano ma hanno scelto diversamente. A quei tempi chi è diventato medico, ci è riuscito grazie agli enormi sacrifici, suoi e della sua famiglia, a prescindere. Chi non ha raggiunto quello status è semplicemente perché ha fatto scelte diverse. Quindi nessun “martire” del lavoro o dell’istruzione, sono tutte un sacco di balle.

Lavoravano fino a notte fonda e tornavano stremati e distrutti :

Balle. il bracciante si svegliava, e lo fa ancora adesso, alle 4 del mattino semplicemente per evitare il caldo torrido estivo durante le stagioni del raccolto. Dopodiché il pomeriggio si faceva memorabili pisolini all’ombra di un gelso o storiche partite di briscola al bar.

Chi, più in la negli anni, ha cominciato a lavorare nell’industria ( fiat per esempio ) alle ore 17.31 era già a bere la “staffetta” di vino all’osteria prima di andare a casa ed era già “tutelato” dal sindacato rosso, quello che poi li avrebbe traditi tutti, nei giorni nostri.

Certe cose non si facevano :

Balle.

La violenza – All’epoca la gente andava in giro con il serramanico in tasca perché lo usava per tagliare la pagnotta, i salumi e il formaggio nella pausa pranzo e i braccianti lo utilizzavano anche per tagliare funi, rami ecc. Tuttavia proprio perché c’era l’abitudine di avere un coltello in tasca, quando si litigava, spesso si finiva per usarlo. Oggi lo si fa ancora, e lo si permette pure, ma solo fuori dalle discoteche.

L’onestà – E’ vero che i personaggi in vista e di spicco o con cariche istituzionali, molto spesso erano persone integerrime, senza nessuno scheletro nell’armadio, quindi persone pulite. Tuttavia il popolo Italiano,, di cui ha un pezzo del DNA ed una zona del cervello predisposte per le “furberie” e il “furto”, un pò per tirare a campare, comodi, ad ogni occasione si trasformava in perfetto Arsenio Lupin rubando galline, conigli e qualsiasi cosa avesse a che fare con il proprio benessere, a portata di mano. Diciamo che l’italiano, è così come è conosciuto nel mondo ( un furfante ) in quanto ha fatto di questa capacità un arte da più di un secolo.

Il sesso – Ci hanno sempre propinato la fregnaccia che quelle cose non le facevano, che c’era molto rispetto e che erano tutti santi, mai tante balle sono state dette come in questo caso.

A quei tempi, ed almeno fino al 1960 sicuramente, trombavano come ricci infuriati in qualsiasi anfratto di questo pianeta. La campagna, i fienili, l’orto, il retro dell’osteria, in Azienda e negli uffici. La cornificazione del marito o moglie era all’ordine del giorno. Molte mogli hanno reso felici i mariti rendendoli padri, di figli non loro, senza saperlo. Molti mariti hanno inserito un figlio nello stato di famiglia sapendo che ce ne erano almeno altri tre in giro per il paese, non riconosciuti.

In Brianza, nella industria tessile, formata prevalentemente da donne nella produzione e da uomini negli incarichi di gestione e comando, c’era una abitudine. Per avere permessi di uscita dal lavoro, promozioni, aumento di stipendio, agevolazioni, favori, ecc, la donna si levava le mutande e le appoggiava in un angolo discreto del Telaio della macchina. Il capo reparto ( il lecchino del padrone ) quando passava a fare il controllo, a modi Mastino di un campo di concentramento, notava le mutande appoggiate su telaio e quindi si avvicinava alla operaia per chiedere cosa gli servisse, dopodiché si appartavano e quando avevano finito, l’operaia si rimetteva le mutande e in cambio aveva quello che a lei serviva. Per carità, spesso serviva per avere un aumento che avrebbe fatto comodo in famiglia, spesso anche per uscire prima, portando il figlio dal medico. Fatto sta che molti figli, accolti con felicità dal Papà orgoglioso di aver fatto il suo dovere, festeggiati il giorno del battesimo da perfetti devoti al signore, in realtà, il figliolo nella culla, era il figlio del caporeparto.

 

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I.T.E.R. la fisica per creare un sole

Posted by Darth on 7 luglio 2018 in Chettelodicoaffare |

Un progetto a cui credono e ci hanno scommesso molte nazioni. Parliamo di un reattore TERMONUCLEARE , in poche parole un piccolo sole, che servirà alle prossime generazioni per avere grosse quantità di energia senza stravolgere il pianeta.

Il progetto, già in costruzione si chiama ITER e si trova in Francia.

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