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60 minuti di sport al giorno contro i rischi di un lavoro sedentario

Posted by Darth on 26 marzo 2017 in Trekking/camminare/Bicicletta |

Se rimani incollato alla tua scrivania per le classiche 8 ore lavorative, fai almeno un’ora di attività fisica al giorno. La mattina, in pausa pranzo o la sera, magari anche in due parti da mezz’ora se il tempo stringe. L’importante, per contrastare gli effetti collaterali di un’occupazione sedentaria, è non trascurare il bisogno di movimento del tuo fisico. Lo rivela uno studio della Norwegian School of Sport Sciences e dell’Università inglese di Cambridge, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, che ritiene insufficienti i 150 minuti settimanali suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

La ricerca, basata sui dati di un milione di persone, ha svelato che ci sarebbe un 9.9% di rischio di morte per chi sta alla scrivania per 8 ore in una giornata con scarsa attività fisica. Per chi rimane seduto per 4 o meno ore al giorno e fa almeno 60 minuti di sport, invece, tale allarme si ridurrebbe al 6.8%. Un’ora di movimento al giorno, secondo l’analisi effettuata su bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni, annullerebbe il pericolo di morire a causa delle patologie originate dalla sedentarietà, uno stile di vita che purtroppo provoca circa 2 milioni di morti l’anno secondo l’Università di Washington, causa di problemi cardiaci e di circolazione, di diabete e di alcune tipologie di cancro.

L’analisi dei ricercatori internazionali si è focalizzata anche su studi precedenti condotti su una fascia di popolazione di 45enni. I risultati mostrano che i 60 minuti di movimento prima o dopo una lunga giornata di stress lavorativo, non per forza devono essere impiegati in intense attività fisiche (pesi in palestra o lunghe sessioni di running). È sufficiente, e qui sorrideranno i più pigri, una camminata all’aperto a 6 km/h o un giro in bicicletta intorno ai 16 km/h. Inoltre, anche pause in ufficio di 5-10 minuti ogni ora possono dare una mano al nostro metabolismo e alla nostra circolazione.

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CBCOMICS 2017 

Posted by Darth on 25 marzo 2017 in Chettelodicoaffare, Mondo del Disegno |

Manca ancora diverso tempo, ma l’annuncio della conferma è arrivato nei giorni scorsi: a giugno Cinisello Balsamo ospiterà la seconda edizione del CB Comix, una fiera del fumetto organizzata dall’associazione dei commercianti cinisellesi in collaborazione con EF edizioni, l’Osteria Barbagianni e la Cooperativa Agricola di Balsamo.

Lo straordinario successo in termini di partecipanti della prima edizione ha fatto sì che l’appuntamento venisse confermato anche nel 2017. E sui social la reazione positiva degli utenti non si è fatta attendere: l’evento creato su Facebook in pochi giorni ha fatto già registrare un alto numero di persone interessate.

E allora non resta che aspettare il prossimo 11 giugno: la fiera del fumetto avrà luogo presso il parco dell’Osteria Barbagianni. L’evento a ingresso gratuito porterà in città Case editrici, Negozi Specializzati, Autori, Disegnatori e tantissimi amanti del fumetto.

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Le regole fondamentali del camminante

Posted by Darth on 24 marzo 2017 in Trekking/camminare/Bicicletta |

Un’esperienza che si differenzia da quello che, comunemente, chiamiamo “trekking” sia perché non si svolge necessariamente in montagna, ma soprattutto perché non è una prova fisica quanto invece un viaggio che ha un’importante parola d’ordine: rallentare. Rallentare per osservare la natura, i fiori, gli insetti e tutto quello che ci circonda. Rallentare per recuperare un ritmo più umano e respirare a pieni polmoni. Rallentare per essere aperti all’incontro con chi fa la strada con noi o con chi incontriamo lungo il cammino. Rallentare per ascoltarsi, per parlare con sé stessi, per riprendere il filo, per fare pulizia interiore. Tutte queste cose avvengono in un solo “cammino” in cui, con uno zaino con dentro la nostra casa, guadagniamo la strada lentamente in un’esperienza simile a quella compiuta dagli antichi viandanti.

1.    Per partecipare a un cammino è necessario desiderare liberarsi dalle ansie della quotidianità e lasciarle a casa. Camminare aiuta a liberare la mente dagli stress, facendo emergere la soluzione ai problemi e scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro.

2.    Il cammino richiede un buono spirito d’adattamento. Questo permette di apprezzare esperienze che mai avreste pensato possibili, come ad esempio dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena e sperimentarvi in situazioni diverse da quelle consuete, riuscendo ad affrontarle e portarle a termine.

3.    Valorizzare l’incontro. Perché è l’incontro il vero valore del cammino, l’incontro con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice che ha tanto da insegnarci, l’incontro con chi vive in luoghi diversi dai nostri, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente.

4.    I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Eliminando il superfluo dallo zaino e dalle menti, tutto sarà più leggero.  Si scoprirà quali sono le comodità inutili a cui siamo abituati e di quali possiamo fare a meno, cosa è strettamente necessario nell’igiene quotidiana, che cosa è necessario mangiare e cosa invece è solo un’abitudine.

5.    Impariamo a vivere in gruppo. Il cammino è un’esperienza individuale, ma è importante essere aperti a chi ci circonda e affianca la nostra strada. Se abbiamo deciso di compiere un viaggio di gruppo è importante accettarne le dinamiche, mettendo a disposizione le nostre competenze e la voglia di conoscere i nostri compagni di viaggio.

6.    Accettare gli imprevisti. Niente è irrimediabile e durante un cammino gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove ci si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci. Il cammino insegna ad affrontarli e a consolidarsi in situazioni nuove.

7.    Non correre! Per scoprire la pace interiore della lentezza consapevole, è importante a camminare con passo lento, guardandosi intorno, perché c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che aspettano di stupirci. Il cammino non è competizione, anzi il ritmo del gruppo si deve adattare al ritmo del più lento.

8.    Scopri il silenzio! È bello il viaggio in gruppo perché si conosce gente nuova, si comunicano esperienze e si approfondisce la conoscenza degli altri. Ma non bisogna dimenticare che il cammino è anche un momento per sè, in cui scoprire anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il respiro, i suoni della natura. I compagni di cammino me ne saranno grati!

9.    Mettere a conoscenza il gruppo delle eventuali difficoltà nel corso del viaggio: tenerseli dentro non aiuta il gruppo a capire come si sente l’altro. 

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Lo zaino del buon camminatore.

Posted by Darth on 23 marzo 2017 in Trekking/camminare/Bicicletta |

Il segreto per iniziare con armonia un cammino è sapere cosa mettere o non mettere nello zaino. Così come nei viaggi, una valigia ben fatta può fare la differenza, anche per chi sceglie di intraprendere un cammino, uno zaino intelligente è davvero determinante. Portare sulle spalle un bagaglio, pieno di cose inutili o dannose per le nostre spalle, infatti, può davvero toglierci il piacere di un’esperienza.

Andiamo dunque a capire come fare uno zaino intelligente in 10 semplici mosse:

Occhio alla taglia: lo zaino è come un vestito, deve essere su misura. Se stiamo scegliendo il nostro nuovo zaino, optiamo per prenderne uno del nostro genere, da uomo o da donna e, secondo la nostra corporatura, la taglia large, medium e small.

Leggerezza: già nell’acquisto possiamo scegliere uno zaino con uno peso specifico leggero, perché anche per il viaggio più lungo, non dobbiamo portare mai più di 13-14 chilogrammi. 

Per un cammino di più giorni, senza sacco a pelo, né tenda, anche un 40-45 litri può andar bene. 

Se, invece, avete previsto un cammino con sacco a pelo e tenda, meglio un 55 litri.

Attenti alle spalle: l’imbottitura degli spallacci e della cintura in vita deve essere spessa, e il peso sarà suddiviso tra spalle e cintura. Gli spallacci servono soprattutto per tenere lo zaino attaccato alla schiena ed evitare che si muova: ogni movimento inutile dello zaino consuma energia e va quindi evitato. A tale scopo è importante collegare i due spallacci con l’elastico sopra il petto, di cui ormai quasi tutti gli zaini sono dotati. La cintura, invece, deve essere stretta il più possibile, poco sopra le anche.

Fare una lista: vi aiuterà a non improvvisare e riempire, compulsivamente, lo zaino. Dopo ogni cammino, verificate quello che avete o non avete usato e aggiornate la lista, che si perfezionerà cammino dopo cammino. Elencate anche quello di cui avete sentito la mancanza e la volta successiva non ve ne dimenticherete.

Risparmiare sul peso: meglio rischiare che manchi qualcosa, piuttosto che voler prevedere tutti i rischi. Gli imprevisti fanno parte del viaggio e proprio perché “imprevisti”, ci mancherà sempre quell’unica cosa che non avevamo previsto. Vale quindi la regola dello stretto necessario. Per risparmiare sul peso è necessario portare piccole confezioni di sapone, dentifricio, medicinali indispensabili e lasciare a casa i cosmetici ad eccezione della crema solare. Sull’abbigliamento non portate un cambio al giorno: troverete sempre la possibilità di fare bucato, anche in mezzo alla natura più selvaggia.

Un consiglio speciale: come cuscino usate una sacca di cotone riempita con i vostri abiti puliti.

Quali generi alimentari portare? Il minimo indispensabile per non partire con l’ansia di non avere abbastanza cibo, ma consapevoli che durante il cammino abbiamo bisogno solo del necessario. Durante il viaggio si trovano tante cose da acquistare e la natura è generosa: prevediamo quindi solo un po’ di posto per una piccola riserva di alimenti d’emergenza, leggeri, tipo barrette, qualche snack dolce e salato, ovviamente più sani sono meglio è.

Accessori: macchina fotografica, binocolo, libri di botanica, lente d’ingrandimento, acquerelli, molti di noi hanno delle passioni particolari a cui dedicarsi durante il viaggio. Ognuno deciderà se vale la pena sopportare più peso o meno peso. Ma in uno zaino ben fatto, ci stanno anche gli strumenti per dedicarsi alla nostra passione preferita.

Bilancia il peso: Ora che avete definito cosa portare, fate attenzione a riempire correttamente lo zaino in modo da abbassare il più possibile il baricentro: gli oggetti più pesanti devono stare al centro vicino al corpo, e in basso. Prestate poi attenzione alla simmetria dello zaino, distribuendo il peso in modo equo, evitando di caricare una borraccia con l’acqua in una delle tasche laterali e regolando gli spallacci alla stessa altezza per vedere se tutto è in equilibrio

Pesare il tutto: dotarsi di una bilancia da cucina mentre si fa lo zaino, non è poi così estroso, anzi, il tempo che perdiamo ci verrà ripagato durante il cammino. Salite sulla bilancia pesapersone con lo zaino, poi pesatevi anche senza zaino e fate la differenza: ecco il peso del vostro zaino. Sicuramente è più di quello che pensavate.

Al ritorno: al termine dei primi viaggi a piedi, svuotate lo zaino con cura, dividendo il contenuto in tre gruppi: le cose che avete usato e di cui non avreste potuto fare a meno, che entrano di diritto negli “indispensabili”; le cose che avete usato, ma che avreste anche potuto lasciare a casa, che rimangono nel limbo del dubbio; e le cose che non avete mai usato lungo il cammino, che giacciono ancora pulite e incartate in fondo allo zaino. Queste ultime, la prossima volta lasciatele a casa. Erano superflue.

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La scelta della scarpa: Il primo passo per il trekking

Posted by Darth on 23 marzo 2017 in Trekking/camminare/Bicicletta |

La prima cosa da affrontare per mettersi in cammino, è la scelta del giusto modello di scarpe. Sembrerà banale, ma spesso non si attribuisce il giusto peso a questo strumento (perché di strumento si tratta), ma non c’è niente di più importante della “casa” dei nostri piedi, che potrà fare spesso la differenza tra un’esperienza outdoor piacevole, oppure un viaggio fatto di sofferenza e dolore.

Il primo concetto da introdurre è che la bellezza non è un parametro adatto ad orientare la scelta, non dimentichiamo che si tratta di una “attrezzatura tecnica”, quel che interessa non è l’estetica ma il comfort e la performance. Per quanto oggi l’apparenza domini gran parte delle nostre scelte, vi troverete a maledire il bel colore o la forma particolare, quando una vescica infastidirà la vostra escursione.

Non esiste una scarpa migliore in assoluto, semplicemente perché ciascuno di noi poggia su un esemplare unico di piedi, con caratteristiche irripetibili, che vedrebbero in una calzatura su misura la migliore soluzione. Ma, i costi di queste oggetti, è meglio lasciarli a chi per professione deve percorrere centinaia di km a piedi ogni anno.

Sgombriamo subito l’orizzonte da dubbi, non è possibile scegliere a tavolino guardando solo l’immagine di una scarpa, ma è necessario recarsi in un negozio tecnico e provare diverse calzature, per individuare quella che meglio si adatta alle forme dei nostri piedi, bisogna sentirle sulla pelle adatte a noi.

In questa fase è opportuno tenere a mente alcune regole importanti, soprattutto per coloro che pensano di andare a camminare più volte durante l’anno. Di base ciascun trekker abituale dovrebbe avere nella sua dotazione almeno due paia di scarpe:

  • Una più pesante, rigida e con una buona fasciatura per le caviglie, con un ottimo isolamento termico, adatta a climi umidi e freddi, per i trekking invernali da fare sulla neve e, magari, per poter utilizzare ramponi e racchette da neve
  • Un’altra adatta ad escursioni in climi caldi, molto traspirante e leggera, che garantisca un’ottima mobilità e libertà di movimento, grazie anche ad una struttura più bassa, a patto che la suola sia sempre in grado di reggere l’urto di suoli rocciosi e aspri.

Quanto detto ci aiuta a capire come la scelta della scarpa da trekking debba partire dal percorso che si vuole fare in sua compagnia, dal clima che si incontrerà e della durata dell’escursione. Trovata una risposta a queste domande ci si potrà recare in un negozio fornito, possibilmente nel pomeriggio, quando il nostro piede è già “stressato” dai movimenti quotidiani e si presenta alla “prova scarpa” già abbastanza gonfio.

A questo punto selezioniamo vari modelli della tipologia più adatta al nostro trekking e proviamoli tutti! Questo è un passaggio importante, la prova della scarpa deve essere fatta bene, non sono sufficienti pochi secondi in cui si resta seduti a guardare il piede, bisogna alzarsi in piedi, camminare per qualche minuto, provare a salire su dei gradini e muovere il piede dentro, per valutare il comfort.

Alcuni negozi mettono a disposizione delle “aree test” con ghiaia, sassi, tronchi sui quali camminare con gli scarponi ai piedi. Uno scarpone adatto al piede, non impedisce alle punte di muoversi, tiene il tallone saldamente fermo, evitando movimenti verso l’alto o laterali, la pianta del piede deve essere ferma ma non compressa e, la sensazione complessiva, deve essere di benessere.

Sicuramente “toccare con mano” è un aspetto essenziale per compiere la scelta della migliore scarpa, ma prima di acquistare è necessario verificare alcuni elementi tecnici, che rispondono ad alcune regole fondamentali che ogni buona pedula deve rispettare:

  • Comfort
  • Traspirabilità e impermeabilità
  • Leggerezza
  • Performance

Grazie alle evoluzioni tecnologiche nei materiali con i quali si producono le calzature tecniche da trekking, il comfort e la leggerezza vanno ora a braccetto con ottime performance, regalando agli appassionati scarpe che si adattano al piede come un guanto di velluto, senza che resistenzaisolamento termico e traspirazione ne soffrano.

Un elemento fondamentale, che influisce su tutte e quattro le regole citate è la suola. L’evoluzione nelle tecniche di costruzione della suola e dell’intersuola (vedi suole Vibram) garantiscono torsioni minime, ottima tenuta laterale anche in circostanze di appoggio difficoltose, un’ottima capacità di assorbimento di sollecitazioni, urti e asperità del terreno e, ultimo ma non ultimo, grip ottimale anche su suoli umidi e scivolosi.

La membrana GoreTex è stata certamente una delle principali innovazioni nell’ambito delle scarpe da trekking e da montagna. Le calzature realizzate con questa membrana presentano caratteristiche ottimali, che rispettano tutte e quattro le regole fondamentali della buona scarpa.

Le scarpe realizzate con questa membrana sono molto impermeabili e al contempo traspiranti, ottime per evitare la fastidiosa sudorazione del piede, permettendo un buon passaggio dell’aria, ma assolutamente ermetiche per quanto riguarda l’acqua, ecco perché il suo utilizzo compre un’ampia gamma di prodotti outdoor, infatti ritroviamo questo materiale anche nelle giacche, negli zaini, in pantaloni tecnici.

Ovviamente a seconda del tipo di scarpa l’utilizzo di questa membrana, combinato con altri materiali tecnici, attribuisce alle calzature caratteristiche diverse che la rendono più adatte ai diversi utilizzi. L’azienda statunitense fornisce alcune utili classificazioni per identificare la scarpa più adatta, ecco quali sono e il loro significato:

  • GORE TEX Extended Comfort: Le calzature che presentano questo materiale sono ideali in condizioni atmosferiche moderate e calde o per attività fisiche intense, nelle quali il piede è soggetto a forte sudorazione. Per questa ragione sono ideali per escursioni estive e primaverili, per il tempo libero o come “scarpe da viaggio”.
  • GORE-TEX Performance Comfort: Sono calzature molto versatili, adatte a moltissime attività outdoor, svolte in tutte le condizioni atmosferiche. Vanno bene per il trekkingl’escursionismo leggero, il trekking urbano. Sono ideali come calzature da tutti i giorni anche in autunno e inverno, grazie alla resistenza all’acqua.
  • GORE-TEX Insulated Comfort: Sono le calzature adatte all’inverno e a tutte le sue declinazioni outdoor, garantiscono un ottimo isolamento termico, che mantiene il piede caldo e asciutto. Adatte ai trekking sulla neve, all’alpinismo invernale e per agganciarli alle ciaspole e ai ramponi.

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